Il neorinascimento di Alexander Donskoi. Figurazioni mistiche infuse di sogni e visioni surreali d’infinita armonia magistrale, a cura di Melinda Miceli Critico D’Arte

Alexander Donskoi nato nel Far East della Russia dove la Siberia e l'Estremo Oriente russo,  con le foreste del il Lago Baikal e il Mar del Giappone, con le sue isole, sono terra d'elezione per elementi musivi che convoglia nella sua nobile pittura surrealista infusa di solenni visioni mistiche.  Ha molto viaggiato, visitando le gallerie di tutto il mondo e studiando la pittura classica, ma il Rinascimento italiano  e i grandi maestri surrealisti lo hanno incantato. Nelle opere di Donskoi l’antico misticismo della sua terra si fonde alle visioni occidentali del Rinascimento italiano e dei grandi maestri surrealisti come Ernst, Dalì e i fiamminghi.  Questo connubio edotto si anima di potenze evocative, incanti, trascendenti figurazioni. Opere di una finitezza, di una qualità e di una precisione che solo i grandi pittori riescono a raggiungere e che nella tecnica e nei soggetti, fanno rivivere lo stile rinascimentale al confine estetico dove l'arte è intesa come attività intellettuale. L'artista-ingegnere ricerca l’elogio dell’umanesimo, l’importanza dell’uomo, della cultura classica, in particolare le fonti tecnico-scientifiche per tradurre il significato di un'esposizione verbale in un'immagine chiara, e la prospettiva lineare che nel Quattrocento ha trasformato il concetto stesso di raffigurazione pittorica.  I soggetti sono sacri e profani, le figure inserite in paesaggi e architetture, dipinte secondo le regole della prospettiva, rivelano nei virtuosismi, nella ricerca dei volumi e delle profondità, la raffinatezza stilistica di autori come Tiziano e Raffaello. Si definisce “Neo Rinascimentale” come si percepisce dai titoli delle sue ricercate composizioni di temi biblici, sono colmi di creature fantastiche e doppi significati dove la vita si insinua nella storia e nel sacro; Resurrection Of Leonard, King Of The Moon, The adoration Of The Magi. Disponendo del  suo disegno, della capacità di osservazione, della competenza geometrica per interpretare la Natura, per carpirne i segreti, si assimila al dotto filosofo in grado di svelare i reconditi meccanismi dei quali si serve l’universo per rivelarsi. Si avverte nelle grisalles di Donskoi permeate di  simbolismo, straripanti di personaggi e accese di luci intense, l’ammirazione per Durer e la fantasia magica di Hieronimus Bosh, fino agli stilemi ondeggianti del tardo barocco di Rubens. Un campionario di complesse simbologie sacre, botaniche e umane permea in un manuale di allusioni in cui Donskoi ha rappresentato in chiave psicanalitica ed esoterica l’immaginario di un’epoca e l’essenza della natura umana, nelle sue bellezze e nelle sue stravaganze ammiccanti di un surrealismo dai colori fiamminghi. In una visionarietà ridimensionata si mescolano alle tradizioni sacre, mostri che si insinuano nella teologia, trasponendo incubi e timori di un uomo del suo tempo che racconta con la pittura il senso morale circondato da pericoli e tentazioni. 

Ammanta la libertà delle creature deboli di impressionanti metamorfosi e di un ridondante uso di simbologie alchemiche come l’unione degli opposti fisici e filosofici, il fuoco, in un’oscurità sacrale in cui la musica pittorica eleva canto sofisticato e a volte intraducibile  per scongiurare la paura de male e della dannazione. Opere grottesche ed enigmatiche  con un repertorio iconografico dalle origini medievali che combinano motivi astrologici, popolari e magici,  tematiche e raffigurazioni di scene sulla vita dei santi, indicando la sua grande e continua angoscia morale e religiosa, su cui domina molto l ' influenza delle dottrine dei mistici fiamminghi, specialmente del Ruysbroeck.  Ricerca morale e misticismo accentuano il contrasto fra chiarezza espressiva e la più complessa intenzione simbolica tipiche dell’arte di Donskoi. La raffigurazione immaginifica è simulacro della dannazione eterna, rappresentata attraverso l’impiego di elementi iconografiche e un eccezionale proliferare di immagini simboliche, in una continua incarnazione e raffigurazione di visioni sacre in cui a volte  risulta evidente un intento satirico.  Strumenti musicali a fiato, per esempio, rappresentano l'alito demoniaco; l'uovo allude all'isolamento spirituale; gli acrobati simboleggiano gli uomini che riescono ad alterare le leggi della natura; gli oggetti viventi sono strumenti del diavolo che li ha animati. Le fisionomie sono di tipo espressionista distanti da quelle classiche rinascimentali hanno  espressioni facciali molto enfatizzate come posizioni e movimenti. La struttura muscolare è sintetica priva di evidenze, dove il chiaroscuro agisce in modo molto delicato facendo precisare le configurazioni tramite campiture chiare in netto conflitto con le ambientazioni.

 La presenza di tante figure che affollano la scena, oltre ad essere motivata dal tema, è segnalatrice dell’impiego dell’horror vacui, tendenza, costante nella pittura del nord Europa che delinea una trama brulicante di figure che rimpicciolendosi,  costruendo lo spazio in profondità favorisce l’azione di una prospettiva spaziale relativa alla rappresentazione verso l’alto del dipinto delle figure più lontane e il fondo le figure maschili sono più scure di quelle femminili, accorgimento noto alla pittura egiziana. 

Il paesaggio e le montagne lontane sono colorati con un azzurro sbiadito che si perde nella foschia.

Doskoi è un pittore dal talento sofisticato anche tecnicamente che sa rispecchiare i gusti di un pubblico e committenza d’elite compiaciuta di questa mescolanza tra l’oriente e il nostro Rinascimento interprete di sogni, visioni e incubi surreali dove l’arte e la perizia tecnica s’illuminano di infinita armonia magistrale.

 

“Il progetto più significativo che ho avuto, è stata la mostra internazionale a Otaru, in Giappone "Salvador Dali e Fantastic Realism" nel 1998, dove ho avuto l'onore di rappresentare il Canada con i miei surrealistici disegni e dipinti di "The flying islands", lungo con artisti come Max Ernest, Ernest Fuchs e GR Geiger. Mi ha dato il riconoscimento tra l'artista di fascia alta della parola, come ho condiviso e dimostrato i miei obiettivi e idee infinite”così si esprime Donskoi, Colpisce anche lo sforzo d'impiegare un linguaggio e uno stile letterario di livello elevato con un cospicuo numero di citazioni dirette o indirette di autori classici e moderni, che ostentano precise prese di posizione politiche e religiose che presentano soluzioni di notevole interesse per la vita e per il benessere delle comunità nel riuscito intento di creare opere d'arte bellissime ai posteri che fruiscono di una profonda comprensione e apprezzamento del passato e sono dotate di buone basi per il presente e il futuro.

Melinda Miceli critico d’arte

 

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